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| Oncologia Molecolare |

Responsabile: prof. Giannino Del Sal

Collaboratori: L. Collavin, M. Gostissa, F. Mantovani, C. Salvagno, S. Piazza, M. Morelli, F. Agostini, E. Guida

Lo scopo di questa Unità Operativa e' quello di analizzare i meccanismi che controllano la proliferazione cellulare attraverso lo studio di un importante oncosopressore, p53. Questa Unità ha inoltre come obiettivo, sul piano biotecnologico applicativo, la messa a punto di vettori e di sistemi di clonaggio per identificare piccoli peptidi in grado di interferire con proteine note la cui funzione e' rilevante per il controllo della proliferazione.

p53 é mutata in oltre il 60% di tutti i tumori umani e quindi rappresenta un elemento cruciale nella comprensione della fisiologia di una cellula normale e trasformata e per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici. p53 e' un fattore di trascrizione che necessita, per la sua attivazione funzionale, di molteplici modificazioni post-traduzionali e della integrazione con numerose proteine regolatrici. Una volta attivata, p53 e' in grado di indurre l'arresto del ciclo cellulare, il riparo del danno al DNA e la morte cellulare (apoptosi).



Questa Unità si e' dedicata alla identificazione e caratterizzazione di nuove proteine in grado di interagire con p53 e quindi alla delucidazione di nuovi collegamenti tra le vie che portano alla attivazione di p53 e altre importanti vie trasduzione di segnali di controllo. Il lavoro svolto negli ultimi quattro anni ha portato alla identificazione di nuovi interattori di p53 e di nuove forme di modificazioni post traduzionali, responsabili della sua attivazione funzionale. Inoltre ha messo in luce un nuovo meccanismo di regolazione della funzione di p53 basato sulla sua localizzazione in particolari strutture subnucleari denominate Nuclear Bodies.


Questa Unità Operativa e' anche impegnata sul piano biotecnologico applicativo. Infatti una linea di ricerca e' volta alla messa a punto e all'impiego su vasta scale delle tecniche di clonaggio per interazione e di metodiche ad esse correlate, quali il "reverse two-hybrid" e "l'interaction-mating". Lo scopo ultimo è quello di definire profili di interazione tra le varie proteine, che, assieme al profilo di espressione genica ottenibile con la tecnologia del CHIP-microarray, permetterà di comprendere la complessa rete di connessioni tra le varie proteine nella cellula e costituirà uno strumento essenziale per un approccio più razionale ed efficiente nella definizione di nuove strategie di intervento terapeutico.