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Responsabile: prof.ssa Margherita Zanetti
Collaboratori: A. Sgorbissa, L. Tomasinsig, M.V.
Verga Falzacappa
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Scopo della ricerca e' valutare la funzione
dei peptidi antimicrobici come effettori e mediatori di meccanismi
di difesa. Il lavoro svolto ha condotto negli anni passati alla
scoperta, mediante tecniche di biologia molecolare e sintesi chimica,
di una nuova famiglia di peptici antimicrobici, presenti nei neutrofili
e denominati catelicidine. Questa unita' ha negli ultimi anni identificato
nuovi componenti di questa famiglia in vari mammiferi (bovini, ovini,
suini, equini e murini), descrivendone le caratteristiche strutturali
e biologiche, lo spettro di attivita' antimicrobica e la citotossicita'
verso cellule mammifere, la struttura genica e la regolazione dell'espressione
tessuto-specifica, ed effettuando un vasto screening dell'attivita'
antimicrobica in vitro, allo scopo di verificare le potenzialita'
di sviluppo dei peptidi piu' efficaci e selettivi, quali antibiotici
alternativi per uso topico e/o sistemico.
L'unita' sta attualmente analizzando altri effetti dei peptidi antimicrobici
sulle risposte di difesa. In questo contesto, ha recentemente identificato
e caratterizzato l'attivita' di un peptide antimicrobico che causa
apoptosi in linfociti e altre cellule dell'ospite con un meccanismo
mediato dall'apertura del poro di transizione della permeabilità
mitocondriale. Questo peptide potrebbe essere coinvolto nella regolazione
dello spegnimento della risposta immune, contribuendo attraverso
questo meccanismo a prevenire la necrosi tissutale causata dal rilascio
di enzimi ed altri componenti cellulari potenzialmente dannosi ai
siti infiammatori.
Un'altra linea di ricerca prevede la valutazione dell'attivita'
dei peptidi quali mediatori di risposte di difesa, in termini di
capacita' di alterare l'espressione di geni coinvolti nella regolazione
della risposta immune e nell'esecuzione di meccanismi di difesa
nell'ospite. Il profilo dell'espressione genica viene valutato utilizzando
gene arrays contenenti geni umani noti, per identificare gruppi
di geni indotti/repressi in seguito ad esposizione di cellule effettrici
della risposta immune (linfociti T, NK, monociti) a ciascun peptide.
Questo studio e' stato integrato con la strategia del doppio ibrido
in lievito, per rivelare interazioni proteina/proteina, al fine
di identificare partners cellulari dei peptidi e ricostruire la
pathway responsabile dei cambiamenti coordinati nel pattern di espressione
genica. Questi studi potrebbero portare alla definizione di nuove
connessioni tra i meccanismi di difesa dell'ospite. Inoltre, sulla
base dei risultati ottenuti, si potrebbe in futuro esplorare la
possibilita' di potenziare le risposte immuni modulando farmacologicamente
i livelli di peptidi endogeni. Questo studio potrebbe quindi contribuire
allo sviluppo di nuovi ed efficaci sistemi di potenziamento delle
difese dell'ospite contro agenti patogeni.
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